Consulenza indipendente: crescono gli iscritti e l’interesse degli investitori

26 Agosto 2026

Dal 2018, anno in cui sono diventate operative le sezioni dell’Albo dedicate ai consulenti finanziari autonomi e alle Società di Consulenza Finanziaria, la consulenza indipendente ha registrato una crescita costante.

Alla fine del 2025 risultavano iscritti all’Albo 851 consulenti finanziari autonomi, rispetto ai 741 dell’anno precedente. In dodici mesi si sono quindi aggiunti 110 professionisti, pari a un incremento del 14,8%. Nello stesso periodo, i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sono aumentati del 3,8%, raggiungendo quota 54.783. Il confronto dimensionale rimane molto ampio: i consulenti autonomi rappresentano ancora circa l’1,5% degli iscritti persone fisiche all’Albo. Il confronto tra i tassi di crescita, però, restituisce un quadro diverso. Nel 2025 la consulenza autonoma è cresciuta a un ritmo quasi quattro volte superiore rispetto all’offerta fuori sede e questo trend non è isolato ma è costante sin dall’avvio dell’albo. Clicca qui per vedere le statistiche e i grafici fino allo scorso anno.

Grafico andamento iscritti all’albo OCF

La consulenza indipendente in Italia è ancora una componente minoritaria, ma cresce a un ritmo significativamente superiore rispetto al segmento dell’offerta fuori sede. Alla base di questa evoluzione non vi è solamente un aumento dell’offerta ma un cambiamento nelle aspettative dei clienti: aumenta la domanda di trasparenza, affidabilità e chiarezza nei costi, insieme alla ricerca di un consulente che operi senza incentivi legati alla distribuzione di prodotti e lavori nell’esclusivo interesse del cliente.

Dalla nascita dell’Albo a una nuova fase

L’avvio delle sezioni dedicate dell’Albo, dopo anni di vuoto normativo, ha dato un quadro definito a un modello nel quale il servizio di consulenza è remunerato esclusivamente dal cliente ed è separato dalla distribuzione dei prodotti finanziari.

La prima fase di sviluppo è stata caratterizzata soprattutto dalla necessità di definire le procedure, far conoscere il modello e costruire una presenza riconoscibile nel mercato italiano. Oggi il settore sta entrando in una fase diversa.

La crescita non riguarda più soltanto il numero degli iscritti. Stanno cambiando anche l’età dei professionisti, le modalità di accesso alla professione e il ruolo delle SCF (Società di Consulenza Finanziaria). I dati mostrano infatti un settore che sta attirando persone più giovani, ma che presenta ancora un forte squilibrio di genere e una struttura composta in larga parte da realtà di dimensioni contenute.

Aumenta il peso dei professionisti più giovani

Uno degli elementi più significativi riguarda la composizione anagrafica dei consulenti finanziari autonomi.

Alla fine del 2025, 90 iscritti avevano meno di 30 anni e 263 un’età compresa tra 30 e 39 anni. Complessivamente, 353 consulenti autonomi avevano meno di 40 anni, pari a circa il 41% del totale.Nel 2018 gli under 40 erano soltanto 21 su 94 iscritti e rappresentavano poco più del 22% della sezione. In sette anni sono quindi passati da 21 a 353, arrivando a costituire una parte rilevante della professione.

La crescita è particolarmente evidente nella fascia tra 30 e 39 anni, passata da 13 a 263 iscritti. Non si tratta quindi soltanto di un aumento generale del numero dei consulenti, ma di un cambiamento nella loro composizione. La consulenza indipendente non appare più esclusivamente come un possibile approdo dopo una lunga esperienza maturata nelle banche o nelle reti, ma è a tutti gli effetti un percorso a sé stante scelto anche nelle prime fasi della carriera.

Avviare un’attività individuale richiede competenze tecniche, adempimenti organizzativi, strumenti di analisi e la costruzione progressiva di una clientela. Le SCF possono ridurre queste barriere mettendo a disposizione formazione, procedure, tecnologia e un contesto nel quale sviluppare esperienza prima di assumere una piena responsabilità commerciale e organizzativa.

La presenza femminile resta ancora limitata

L’evoluzione generazionale non è stata accompagnata, almeno finora, da un analogo riequilibrio nella composizione di genere.

Tra gli 851 consulenti finanziari autonomi iscritti alla fine del 2025, le donne rappresentavano il 7,6%, corrispondente a 65 professioniste. La loro presenza è aumentata in valore assoluto, ma il peso percentuale è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, quando era pari al 7,7%.

Anche nella sezione dei consulenti abilitati all’offerta fuori sede la componente femminile rimane ai margini, rappresentando meno di un quarto degli iscritti: alla fine del 2025, le donne erano 13.106 e rappresentavano il 23,9% degli iscritti. Nel 2024 erano 12.202, pari al 23,1% del totale.

Il ruolo delle SCF nella crescita del settore

Alla fine del 2025 le Società di Consulenza Finanziaria iscritte all’Albo erano 103, rispetto alle 13 presenti nel 2018.

La crescita numerica è evidente, tuttavia la maggior parte delle società conserva dimensioni contenute. Secondo l’Osservatorio SCF/CFA Italia di Consultique, il 31,4% delle strutture analizzate ha un solo socio e il 30,5% ne ha due. Quasi il 62% presenta quindi una compagine formata da non più di due persone.

Questo dato mostra che il settore rimane ancora legato, in molti casi, al modello dello studio professionale costruito intorno al fondatore o a pochi soci.

Allo stesso tempo, tuttavia, si stanno sviluppando realtà nelle quali operano più consulenti e competenze differenti. L’evoluzione, che anche Adhoc SCF sta mettendo in pratica, risponde al cambiamento delle esigenze dei clienti. La consulenza non riguarda più soltanto la selezione di singoli strumenti, ma sempre più spesso comprende la pianificazione degli investimenti, la previdenza, la gestione della liquidità, la protezione del patrimonio e il coordinamento con professionisti fiscali e legali.

Per offrire un servizio di questo tipo servono procedure condivise, strumenti tecnologici, attività di controllo e una distribuzione più ampia delle competenze.

Una presenza ancora concentrata nel Nord Italia

La crescita della consulenza indipendente interessa ormai l’intero territorio nazionale, ma la distribuzione degli operatori rimane disomogenea. Secondo l’Osservatorio SCF/CFA Italia, la Lombardia concentra il 40,9% dei consulenti finanziari autonomi, seguita da Emilia-Romagna con il 13,3%, Lazio con il 12,4% e Veneto con l’11,4%. Queste quattro regioni raccolgono quindi quasi otto professionisti su dieci. La Lombardia è anche la regione con il maggior numero di iscritti in valore assoluto, pari a 249, mentre il Molise ne conta tre. Una concentrazione analoga emerge per le Società di Consulenza Finanziaria: il 74,3% delle SCF ha sede nel Nord Italia e quasi un terzo del totale, il 32,4%, è localizzato nell’area di Milano

L’ampliamento della presenza nelle aree oggi meno rappresentate costituisce uno dei possibili spazi di crescita per i prossimi anni.

Un modello che risponde a nuove esigenze dei clienti

L’evoluzione della consulenza indipendente non riguarda soltanto il numero dei professionisti o la struttura delle SCF. Riguarda soprattutto il modo in cui famiglie, imprese ed enti affrontano scelte finanziarie sempre più articolate.

Oggi i clienti possono confrontare più facilmente costi e strumenti e prestano maggiore attenzione ai possibili conflitti di interesse. Cresce quindi la richiesta di un servizio fondato su trasparenza, continuità e chiarezza, nel quale il consulente sia remunerato direttamente dal cliente e possa valutare le diverse soluzioni senza incentivi legati alla distribuzione dei prodotti.

In questo contesto, il valore della consulenza non consiste soltanto nell’individuare uno strumento finanziario, ma nel costruire una strategia coerente con gli obiettivi, il patrimonio e l’orizzonte temporale del cliente. Lo sviluppo delle SCF come Adhoc rende questo servizio più completo, integrando competenze diverse e garantendo continuità nel tempo.

In un Paese in cui l’alfabetizzazione finanziaria resta ancora limitata, la consulenza indipendente svolge anche una funzione educativa, aiutando il cliente a comprendere le soluzioni proposte, valutarne le implicazioni e partecipare in modo più consapevole alla gestione del proprio patrimonio.

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